Ho constatato in questi ultimi anni, durante le attività assistite con piccoli animali, che a volte dagli ambienti ecclesiastici queste pratiche sono considerate con indifferenza. Ad esempio recentemente mi sono recato con una collega in una casa di riposo, accompagnato dai miei due cani: Tobia e Belle. I cani non hanno potuto mettere zampa dentro il perimetro della struttura per anziani gestita da religiose. Ho la sensazione che ciò sia frutto di superficialità; la religiosa, con quale ho interloquito scherzosamente in quella casa di riposo, ignorava ad esempio l’esistenza di un Libro della Bibbia, che ha come protagonista Tobia e come compagni di viaggio un cane ed un angelo.
Del resto a volte anche gli stessi genitori dei piccoli pazienti ricoverati nei reparti di Pediatria vedono con timore la presenza di animali o al più li considerano come giocattoli o peluche.
Ho pensato quindi di condividere con chi mi legge non solo la mia esperienza nel settore della pet therapy, ma anche di creare una occasione per parlare di teologia degli animali.
Del resto anch’io, come il Tobi biblico, sono protetto da un angelo ( Ismaele ) e ho due amici a quattro zampe ( Tobia e Belle )
Complimenti per i profondi messaggi!
RispondiEliminaun fan